Dal mondo alla Sardegna: il coraggio delle donne migranti che fanno impresa a Quartu
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A Sa Domu ’e Farra l’associazione CASA racconta quattro storie di imprenditorialità e integrazione. Un evento per superare i pregiudizi attraverso la voce diretta delle protagoniste.
Data:
22 Aprile 2026
Tempo di lettura:
1 Min
C’è una Sardegna che lavora, progetta e crea valore e legami, superando le barriere della lingua e i confini della cultura. È la forza dell’imprenditoria femminile migrante, illustrata nella serata di lunedì 20 aprile a Quartu Sant’Elena negli spazi della casa-museo Sa Domu ’e Farra. L’iniziativa, dal titolo “Dal mondo alla Sardegna: storie di imprenditorialità femminile delle donne migranti”, ha messo al centro il racconto di chi ha scelto l’Isola e il Cagliaritano come nuova casa, trasformando la sfida della migrazione in un’opportunità di sviluppo per tutto il territorio.
La voce di chi accoglie
L’evento nasce dalla volontà dell’associazione CASA (Comunità Aperta e Solidale per l’Accoglienza), una realtà del Terzo Settore fondata dall’unione di sette donne straniere che si sono conosciute tra i banchi di un corso di lingua italiana. Da quel primo incontro è nata un’APS (Associazione di Promozione Sociale) che oggi funge da ponte interculturale.
“Volevamo raccontare la migrazione con le nostre parole,” spiegano Satenik Shirinian e Maria Ivanova, portavoce di CASA. “Le donne migranti affrontano spesso ostacoli doppi, legati al genere e all’origine. Raccontare queste storie senza filtri è fondamentale per abbattere stereotipi e pregiudizi: queste donne lavorano, creano impresa e contribuiscono concretamente alla società sarda, spesso in silenzio ma con una determinazione straordinaria”.
L’incontro è stato patrocinato dal Comune di Quartu Sant’Elena con il supporto fondamentale della Commissione Pari Opportunità, offrendo alla comunità lo spazio per una proficua relazione e permettendo al pubblico di conoscere da vicino i percorsi umani e professionali nati dal sacrificio e dalla visione.
“In un momento storico segnato da conflitti globali, è doveroso porre l'attenzione su esempi positivi di resilienza,” ha commentato Elisa Usalla, Presidente della Commissione Pari Opportunità di Quartu. “Valorizzare le storie di queste donne significa riconoscere modelli di coraggio. Nonostante le differenze culturali e le disuguaglianze, sono riuscite a realizzare i propri obiettivi, diventando pilastri di integrazione.”
Quello di lunedì non resterà un caso isolato. L’obiettivo dell’associazione CASA - e del Comune di Quartu - è quello di dare continuità al progetto, mappando le tante realtà imprenditoriali gestite da donne straniere in Sardegna per dare loro lo spazio e la visibilità che meritano. L’invito finale è rivolto a tutta la cittadinanza: guardare oltre la provenienza per scoprire, in ogni storia, un pezzo del presente e del futuro della nostra comunità.
La voce di chi accoglie
L’evento nasce dalla volontà dell’associazione CASA (Comunità Aperta e Solidale per l’Accoglienza), una realtà del Terzo Settore fondata dall’unione di sette donne straniere che si sono conosciute tra i banchi di un corso di lingua italiana. Da quel primo incontro è nata un’APS (Associazione di Promozione Sociale) che oggi funge da ponte interculturale.
“Volevamo raccontare la migrazione con le nostre parole,” spiegano Satenik Shirinian e Maria Ivanova, portavoce di CASA. “Le donne migranti affrontano spesso ostacoli doppi, legati al genere e all’origine. Raccontare queste storie senza filtri è fondamentale per abbattere stereotipi e pregiudizi: queste donne lavorano, creano impresa e contribuiscono concretamente alla società sarda, spesso in silenzio ma con una determinazione straordinaria”.
L’incontro è stato patrocinato dal Comune di Quartu Sant’Elena con il supporto fondamentale della Commissione Pari Opportunità, offrendo alla comunità lo spazio per una proficua relazione e permettendo al pubblico di conoscere da vicino i percorsi umani e professionali nati dal sacrificio e dalla visione.
“In un momento storico segnato da conflitti globali, è doveroso porre l'attenzione su esempi positivi di resilienza,” ha commentato Elisa Usalla, Presidente della Commissione Pari Opportunità di Quartu. “Valorizzare le storie di queste donne significa riconoscere modelli di coraggio. Nonostante le differenze culturali e le disuguaglianze, sono riuscite a realizzare i propri obiettivi, diventando pilastri di integrazione.”
Quello di lunedì non resterà un caso isolato. L’obiettivo dell’associazione CASA - e del Comune di Quartu - è quello di dare continuità al progetto, mappando le tante realtà imprenditoriali gestite da donne straniere in Sardegna per dare loro lo spazio e la visibilità che meritano. L’invito finale è rivolto a tutta la cittadinanza: guardare oltre la provenienza per scoprire, in ogni storia, un pezzo del presente e del futuro della nostra comunità.
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Ultimo aggiornamento
22 Aprile 2026