‘La terra che non ride’, nella Sala dell'Affresco la proiezione del film di Giuseppe Fina con Antonio Sini
Dettagli della notizia
L'iniziativa è in programma martedì 17 marzo p.v. alle 18.
16 Marzo 2026
1 Min
Un’altra serata di cultura, di storia, di filosofia, un altro momento per approfondire l’arte di Antonio Sini, pittore e scultore, oltre che poeta, di Sarule, attivo in Sardegna a partire dagli anni Sessanta, in mostra in questi giorni all’Ex Convento dei Cappuccini di Quartu Sant’Elena. Un’occasione per apprendere motivi e presupposti del suo legame con Antonio Gramsci.
Martedì 17 marzo, nello stesso polo culturale di via Brigata Sassari, da qualche anno anche sede istituzionale, è infatti in programma la proiezione del film ‘La terra che non ride’, di Giuseppe Fina, datato 1961, con Antonio Sini. L’iniziativa è in programma nella Sala dell’Affresco e avrà inizio alle ore 18.
L’appuntamento, a ingresso libero, è organizzato dall’Istituto Gramsci, in collaborazione con la Cineteca Sarda e con il patrocinio del Comune di Quartu Sant’Elena. Dagli stessi enti è infatti nata l’iniziativa della mostra, tuttora in corso nella Sala Teche dell’Ex Convento, ‘Antonio Sini incontra Gramsci’, inaugurata dieci giorni fa con la partecipazione di un folto pubblico.
L’esposizione è composta da una serie di tempere che Sini ha dedicato alla figura di Gramsci e che furono esposte nel 1977 ad Ales, in occasione del quarantennale della morte del filosofo sardo, alla presenza di Enrico Berlinguer. Una bella opportunità quindi per riscoprire, grazie all’ampia panoramica di opere selezionate per l’appuntamento quartese, l’attività artistica del pittore e scultore sardo.
Antonio Sini nacque il 17 agosto 1928 a Sarule, villaggio di pastori, contadini e artigiani della Barbagia e morì il 22 luglio 2017 a 89 anni. Imparò a leggere e scrivere nei 7 anni vissuti in carcere da innocente, e quando uscì partecipò a numerosi concorsi, imponendosi all’attenzione della critica nazionale nel 1965 con ‘La terra che non ride’.
L’opera fu apprezzata dal regista Giuseppe Fina, che scelte l’artista come protagonista di un documentario a colori sulla Sardegna, il cui titolo fu tratto proprio da quella fatica. Il lavoro fu premiato ai festival internazionali di Locarno, Bergamo, Mosca e Tokio. E martedì potrà essere apprezzata anche dal pubblico quartese.
A cura di
Galleria di immagini
Dataset
Ultimo aggiornamento
16 Marzo 2026