In 'Fiori sottopelle' di Karim Galici il coraggio delle donne e l'importanza del sostegno della rete sociale

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Proiettato all'Ex Convento dei Cappuccini nell'ambito dei progetti di Coesione sociale.

Data:

05 Aprile 2025

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Tre donne sarde raccontano la loro malattia, le loro difficoltà, le loro paure, ma anche il loro coraggio, la loro determinazione, la loro voglia di superare le avversità, anche con l’aiuto e l’amore delle persone che stanno loro accanto, e con il sostegno di un’associazione che, tramite il Progetto Inachis, si concretizza in termini di dignità e autostima. È la trama del toccante documentario “Fiori sottopelle”, proposto dall’Associazione Paravè e proiettato all’Ex Convento dei Cappuccini nell’ambito dei progetti di Coesione sociale, finanziati dall’Amministrazione comunale. Per l’occasione presenti in sala anche il regista Karim Galici e due delle protagoniste che hanno scelto di raccontarsi nella pellicola, di mettere a nudo le proprie emozioni.

Il docufilm celebra la resilienza delle protagoniste nel combattere la malattia oncologica: nonostante le avversità, trovano la forza di sorridere e combattere. Il racconto delle loro vite in diversi territori della Sardegna – un’Isola che si insinua nel racconto con le sue meraviglie naturalistiche, storiche e architettoniche - si snoda con tonalità poetiche nella loro quotidianità, tra legami familiari e sogni che resistono alle difficoltà. Ma la malattia è anche un labirinto oscuro, dal quale le protagoniste cercano di uscire aggrappandosi alla luce dell’amore e della speranza, dei familiari, degli amici, della rete sociale. Le cure alle quali si sottopongono causa anche la perdita dei capelli; in un momento di grande vulnerabilità, l'aspetto esteriore diventa un ulteriore peso. Grazie al Progetto Inachis, queste donne trovano conforto e dignità attraverso parrucche gratuite, che riconsegnano loro un senso di normalità e autostima.

“Ho voluto realizzare questo film sulla spinta dei valori sociali che poteva comunicare - spiega il regista Karim Galici, quartese di nascita e di residenza -. Ormai da anni seguo il filone del cinema del reale, senza finzione, senza attori professionisti, e questo lavoro mi è apparso da subito totalmente in linea. Certo non mancavano le difficoltà, perché tratta un tema particolarmente delicato e per me sconosciuto, a parte qualche esperienza indiretta. Raccontare nel film la vita di queste donne, gli effetti collaterali derivanti dalla chemioterapia, compresa la perdita dei capelli, non è stato facile. Affrontare questa via dolorosa per loro è l’unica soluzione; l’ho voluta rappresentare con immagini simboliche che con leggerezza possano trasmettere il labirinto oscuro in cui queste donne si trovano a viaggiare per cercare la luce”.

“E ovviamente ho dato risalto anche al progetto Inachis, perché effettivamente ho riscontrato che queste donne senza capelli rischiano di cadere in depressione, di avere problemi umorali che le portano a restare in casa, a non uscire, con conseguenti difficoltà a catena - prosegue Galici -. La malattia va invece affrontata con l’umore giusto, perché migliora le condizioni di vita e può essere un’arma in più per vincere la propria battaglia. E così pure, per sconfiggere il tumore, è fondamentale l’aiuto dei familiari, che sono una risorsa, che combattono con i loro cari e che con un abbraccio e un sorriso garantiscono la spinta per andare avanti. Son molto contento in questo lavoro di aver trovato esempi positivi capaci di sottolineare quanto un marito possa fare per la propria moglie; più in generale, sono contento della figura dell’uomo, che viene rivalutato: in un tempo nel quale troppo spesso sentiamo casi di femminicidio, il film mostra come si possa andare verso una bella direzione di luce e amore” conclude il regista.

In occasione della proiezione, le rappresentanti dell’Associazione Paravè Ramona Perra e Paola Piroddi hanno spiegato che “quando abbiamo deciso di lavorare su questo tema ci siamo accorte subito del grande coinvolgimento delle persone. La costituzione dell’associazione è stata una diretta conseguenza, proprio per metterci a disposizione delle pazienti che vivono quotidianamente questa realtà”. Grazie alla donazione delle ciocche, al lavoro minuzioso e professionale di una rete di parrucchieri solidali e all’impegno del personale medico e dei volontari, è infatti possibile realizzare le parrucche da dare gratuitamente alle donne che stanno affrontando la malattia. “Fiori sottopelle” non è quindi soltanto un viaggio nella malattia, ma soprattutto un omaggio alla solidarietà.

“Da diversi anni ormai l’Amministrazione comunale finanzia progetti capaci di supportare il costante lavoro dell’Assessorato ai Servizi sociali, nella convinzione della necessità di potenziare continuamente la rete del sociale, coinvolgendo quindi il privato comunale e anche extracomunale - spiega Lorena Cordeddu, Dirigente dell'Assessorato ai Servizi sociali e alle Politiche generazionali -. Questa iniziativa ci sta particolarmente a cuore per la delicatezza del tema trattato. Il coraggio delle protagoniste trova sostegno nella sensibilità di chi sta loro accanto. È un tema che è molto caro a questa Amministrazione e che intende sviluppare ulteriormente in futuro”.

A cura di

Ufficio Comunicazione

via Eligio Porcu - 09045

Ultimo aggiornamento

05 Aprile 2025

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