Coesione sociale, inaugurato l'oliveto sperimentale della Piana di Is Arenas, all'interno del Parco di Molentargius
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Realizzato in collaborazione con Istrù Formazione e Sviluppo e Cagliari Calcio. Presenti anche Mattia Felici, la mascotte Pully e tanti ragazzi delle giovanili.
08 Aprile 2026
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Una grande festa per celebrare un passaggio importante nel percorso di restituzione alla collettività di un’area risanata e riportata alla sua originaria vocazione agricola. Una manifestazione partecipata e condivisa, che ha visto insieme istituzioni, partner e cittadini, all’interno di un progetto innovativo che intreccia tutela ambientale, inclusione sociale, formazione nei mestieri della terra.
È stato inaugurato questo pomeriggio al Parco naturale regionale Molentargius-Saline l’oliveto sperimentale realizzato nella Piana di Is Arenas nell’ambito del progetto “Percorsi di olivicoltura – L’olivo come strumento di coesione, saperi e sviluppo locale”, alla presenza delle istituzioni e dei soggetti coinvolti nell’iniziativa.
“Percorsi di olivicoltura” è un progetto promosso dal Parco naturale regionale Molentargius-Saline e realizzato in collaborazione con Istrù Formazione e Sviluppo, grazie al cofinanziamento del Comune di Quartu Sant’Elena, nell’ambito degli interventi di coesione sociale a supporto dei Servizi Sociali comunali, e del Cagliari Calcio. Mentre le agenzie regionali AGRIS e LAORE hanno fornito la consulenza tecnico-scientifica e l’ANFFAS Sardegna è stata coinvolta per le attività inclusive. Al progetto hanno aderito anche alcune aziende agricole del territorio.
Ad arricchire l’inaugurazione di questo pomeriggio, a testimonianza dell’impegno del Cagliari Calcio nel progetto, la presenza di Mattia Felici e della mascotte Pully assieme a una folta rappresentanza di giovani del Cagliari.
Dopo i saluti istituzionali, i partecipanti al corso di olivicoltura hanno raccontato l’esperienza formativa maturata a partire dal mese di novembre. Ad oggi sono state già realizzate circa 60 ore di attività, su un totale previsto di 70. Una combinazione equilibrata di formazione teorica e pratica, con un approccio fortemente operativo: dalla progettazione dell’oliveto alle tecniche di coltivazione, fino alla conoscenza dell’olio attraverso degustazioni e attività in campo, incluse visite presso aziende agricole.
Il risultato di questo percorso è rappresentato dall’oliveto realizzato su un terreno di circa 1.500 metri quadrati.
Il pomeriggio è proseguito con la messa a dimora di nuove piante di olivo (una decina che si aggiungono agli 80 ulivi messi a dimora nel mese di dicembre) e con un momento dedicato ai più piccoli, protagonisti dell’adozione simbolica degli alberi. Dopo la foto ufficiale tra i giovani olivi e gli esemplari secolari del Parco, l’iniziativa si è conclusa con i saluti finali. Alla riuscita dell’evento hanno contribuito anche gli Scout Assoraider di Quartu, impegnati nel supporto organizzativo.
“Le risorse investite negli anni dall’Amministrazione Milia nei progetti di coesione sociale hanno dato risultati più che confortanti sia riguardo le attività proposte, sia in merito al coinvolgimento della cittadinanza - commenta l’Assessore ai Servizi sociali e alle Politiche giovanili Marco Camboni -. Questo progetto ne è un’ulteriore prova, confermando anche quanto sia proficuo puntare su lezioni sia teoriche che pratiche per trasmettere esperienze e competenze. ‘Percorsi di olivicoltura’ ha infatti contribuito a consolidare il welfare territoriale di comunità, che auspico possa proseguire anche durante la prossima Consiliatura. In questi 5 anni l’Assessorato alle Politiche sociali ha sempre investito nell'associazionismo, nei progetti volti a creare delle buone prassi, e pensiamo di lasciare ai posteri una bella eredità”.
“L’oliveto sperimentale - dice Stefano Secci, presidente del Parco naturale regionale Molentargius-Saline - si inserisce in un percorso più ampio portato avanti dal Parco attraverso il CEAS e sostenuto dalla Regione Sardegna, che comprende progetti come BEE PARK, con l’apiario didattico, e Seminiamo il futuro, dedicato agli orti condivisi, alla coltivazione della salicornia e al recupero del frutteto tradizionale. È un passo importante verso la ricostituzione del tessuto agricolo della piana e una sua fruizione sostenibile da parte dei cittadini, anche in prospettiva della realizzazione di ulteriori spazi come gli orti sociali. Un obiettivo che si inserisce tra le priorità individuate dall’Assemblea dei Sindaci insieme all’approvazione del Piano del Parco e al progetto APQ”.
“L’oliveto - spiega Roberto Coraddu di Istrù che ha coordinato le attività - rappresenta il primo passo concreto di un percorso lungo e importante, che ha unito formazione, inclusione e lavoro sul campo. Oggi vediamo prendere forma qualcosa che non riguarda solo gli ulivi messi a dimora, ma anche le competenze, le relazioni e le opportunità costruite insieme”.
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Ultimo aggiornamento
08 Aprile 2026